Osteria Grotta Rossa
La storia dell’Osteria Grotta Rossa affonda le proprie radici molto lontano. Tutto ebbe inizio nel 1897: il ristorante, che riportava il medesimo nome di oggi, offriva Sangiovese, salame e formaggi ai viandanti che andavano e venivano da San Marino e che fermavano i loro cavalli all’abbeveratoio, situato nella piazzetta antistante, dove adesso e già da anni insiste un distributore di carburante.
È stato proprio il locale a dare il nome a tutta la zona. Nome che si deve al fatto che l’Osteria è posta su un terrapieno che dava accesso a due grotte che portavano tramite vie sotterranee alla sovrastante collina di Covignano. Antiche gallerie, utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio dai cittadini riminesi. Da quelle aperture nella collina durante le piogge fuoriusciva un’acqua rossastra: fenomeno dovuto al fatto che l’acqua piovana prendeva il colore della terra rossa. Da lì il nome Osteria della Grotta Rossa.
Nei decenni successivi viene inventata la Piada sfogliata riminese, da non confondere con quella marchigiana, sottile quasi croccante, quando la temperatura esterna non è troppo umida. Una lavorazione laboriosa (viene impastata a mano due volte) e una cottura attenta rendono questa piada sfogliata unica nel suo genere. Un’altra creazione di quegli anni sono le patate fritte con aromi misti tra cui si distingue il finocchio selvatico, essiccato e tritato, ingrediente fondamentale per portare via l’unto della patata fritta e nel contempo insaporirla. Andando avanti negli anni si arriva al dopoguerra (1949/50) dove la rinata voglia di divertimento coniuga il mangiare col ballo, trasformando l’osteria nel primo dancing di Rimini (solo la domenica pomeriggio).
Tantissimi i clienti che continuano a frequentare il ristorante, ma quelli più illustri rimangono Federico Fellini e Giulietta Masina. Quando negli Anni Novanta regista e attrice si presentavano al Grand Hotel, l’allora proprietario Pietro Arpesella alzava la cornetta del telefono e chiamava l’Osteria della Grotta Rossa: “È arrivato il Maestro, per domani tieni un tavolo con la solita pasta e fagioli”.
Proseguendo in questa veloce carrellata, arriviamo vicino agli anni nostri, quando, nel 1992, la famiglia Bisacchi rileva l’Osteria dai fondatori della Grotta Rossa, Bizzocchi e Ghiggini. Pur rimanendo i piatti tradizionali nel rispetto rigoroso delle antiche tradizioni, vengono aggiunti piatti che in parte sono fantasiosi e in alcuni casi frutto di ricerca storica della cucina romagnola. Ma una cosa è certa: anche oggi tutta la pasta è tirata a mano al mattarello.
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