Dalla Ilde – Il Baretto della buona piadina

Dalla Ilde – Il Baretto della buona piadina” è un piccolo chiosco sulla collina di Covignano, zona panoramica a poca distanza dal centro di Rimini. Produce artigianalmente e serve le tradizionali piadine romagnole, utilizzando ancora la ricetta originale degli anni Cinquanta. L’attività è stata avviata nel 1958 dal padre di Ilde, che allora faceva il fattore e che decise di aprire il chiosco di legno nella vigna vicino a casa per farne un punto di ristoro per braccianti e passanti, nonostante la moglie e le figlie Ilde e Maria Laura non fossero d’accordo. Qualche tempo dopo Ilde, vedendolo fare un caffè non proprio a regola d’arte, si è sentì dire dal padre: ‘fallo tu se sai fare meglio’. E così è stato: la sfida è stata vinta e Ilde da quel giorno, per la gioia dei palati di riminesi e turisti, non è più uscita dal suo “Baretto della buona piadina” che ora viene gestito dai figli Nicoletta e Gianluca. Ma la Ilde è sempre presente, per supervisionare il lavoro, dispensare sorrisi e intrattenere clienti e amici con i suoi aneddoti e le sue battute in dialetto.

L’intera attività ruota intorno alla piada, tipica pietanza locale, proposta con oltre 100 tipi di farciture diverse e accompagnata da un’ampia scelta di bevande, dolci e caffè.

Ai tempi dei grandi fasti delle discoteche Bandiera Gialla e Paradiso, che sorgevano a poca distanza, il bar Ilde era punto di riferimento per il jet-set italiano: sono passati personaggi come Gino Bramieri, Oreste Lionello, Paolo Bonolis, Giorgio Panariello, Carlo Conti e Linus, che ha dichiarato di aver chiamato il proprio cane Ilde proprio in onore della signora Ilde Urbinati. Alla Ilde non mancano nemmeno i riconoscimenti televisivi e le visite dello chef Rubio e della trasmissione Rai “In viaggio con lei”. Come ha ricordato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi durante la festa per il 60 anni di attività del giugno 2018: “Anche il grande chef Massimo Bottura quando è venuto qui ha reso omaggio alla Ilde e alla tradizione della nostra cucina affermando che anche lui, senza luoghi come questo, non sarebbe il grande chef che è oggi”.