Trattoria Al Coniglio

Trattoria Al Coniglio bottega storica di Rimini

Trattoria Al Coniglio

La storia della Trattoria al Coniglio, situata lungo la strada Consolare che collega Rimini a San Marino, parte all’inizio degli anni Cinquanta, in pieno Dopoguerra, quando “la Fina”, al secolo Giuseppina Mattei, preparava il coniglio per sfamare gli operai intenti alla costruzione della Superstrada. Questo piatto prelibato, cucinato secondo la tradizione romagnola, è passato talmente alla storia da dare il nome al locale. Da allora Al Coniglio non è cambiato nulla: la sede è sempre quella, sulla Strada Statale 72 ai civici 160/162, così come non sono cambiati i piatti prelibati serviti ai commensali.

All’interno del locale tutto esprime la storicità del ristorante: dalle fotografie della fondatrice, al mobilio, alle attrezzature esposte. A cominciare dal bancone, autentico pezzo storico. Gli arredi presenti risalgono agli Anni Settanta e in cucina sono tanti gli arnesi e gli utensili d’epoca, ancora utilizzati e conservati per la preparazione delle pietanze.

Oggi questo ristorante è diventato un punto di riferimento per chi ama mangiare bene nel segno della tradizione, lasciando negli anni il suo ruolo di tappa obbligata per i viaggiatori che salivano e scendevano dalla costa riminese all’Antica Repubblica di San Marino per fare rifornimento ad uno dei pochi distributori di carburante della zona, ormai dismesso. Il ricordo di quel tempo si mantiene nelle fotografie, così come quello dell’attività di vendita di sali, tabacchi e articoli di drogheria che si potevano trovare “dalla Fina”.

I suoi figli Ettore, Walter ed Enzo hanno continuato l’attività insieme alle mogli, tramandando le ricette della tradizione come la pasta fatta in casa. Oggi a gestire il ristorante Al Coniglio c’è la terza generazione: i nipoti Annalisa e Raffaello che insieme alla mamma Brunella portano avanti la tradizione familiare mantenendo come caposaldo la qualità e la genuinità dei prodotti. Non solo: Angelica si appresta ad iniziare a collaborare nella gestione del ristorante, a testimonianza dell’intraprendenza familiare che ha sempre caratterizzato questa attività tramandata a tutti gli effetti da generazione in generazione. Ovviamente la specialità della casa rimane il coniglio, preparato ancora secondo la ricetta di nonna Fina.

Telefono: +39 0541 759122

Osteria Grotta Rossa

Osteria Grotta Rossa

Osteria Grotta Rossa

La storia dell’Osteria Grotta Rossa affonda le proprie radici molto lontano. Tutto ebbe inizio nel 1897: il ristorante, che riportava il medesimo nome di oggi, offriva Sangiovese, salame e formaggi ai viandanti che andavano e venivano da San Marino e che fermavano i loro cavalli all’abbeveratoio, situato nella piazzetta antistante, dove adesso e già da anni insiste un distributore di carburante.

È stato proprio il locale a dare il nome a tutta la zona. Nome che si deve al fatto che l’Osteria è posta su un terrapieno che dava accesso a due grotte che portavano tramite vie sotterranee alla sovrastante collina di Covignano. Antiche gallerie, utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio dai cittadini riminesi. Da quelle aperture nella collina durante le piogge fuoriusciva un’acqua rossastra: fenomeno dovuto al fatto che l’acqua piovana prendeva il colore della terra rossa. Da lì il nome Osteria della Grotta Rossa.

Nei decenni successivi viene inventata la Piada sfogliata riminese, da non confondere con quella marchigiana, sottile quasi croccante, quando la temperatura esterna non è troppo umida. Una lavorazione laboriosa (viene impastata a mano due volte) e una cottura attenta rendono questa piada sfogliata unica nel suo genere. Un’altra creazione di quegli anni sono le patate fritte con aromi misti tra cui si distingue il finocchio selvatico, essiccato e tritato, ingrediente fondamentale per portare via l’unto della patata fritta e nel contempo insaporirla. Andando avanti negli anni si arriva al dopoguerra (1949/50) dove la rinata voglia di divertimento coniuga il mangiare col ballo, trasformando l’osteria nel primo dancing di Rimini (solo la domenica pomeriggio).

Tantissimi i clienti che continuano a frequentare il ristorante, ma quelli più illustri rimangono Federico Fellini e Giulietta Masina. Quando negli Anni Novanta regista e attrice si presentavano al Grand Hotel, l’allora proprietario Pietro Arpesella alzava la cornetta del telefono e chiamava l’Osteria della Grotta Rossa: “È arrivato il Maestro, per domani tieni un tavolo con la solita pasta e fagioli”.

Proseguendo in questa veloce carrellata, arriviamo vicino agli anni nostri, quando, nel 1992, la famiglia Bisacchi rileva l’Osteria dai fondatori della Grotta Rossa, Bizzocchi e Ghiggini. Pur rimanendo i piatti tradizionali nel rispetto rigoroso delle antiche tradizioni, vengono aggiunti piatti che in parte sono fantasiosi e in alcuni casi frutto di ricerca storica della cucina romagnola. Ma una cosa è certa: anche oggi tutta la pasta è tirata a mano al mattarello.

Telefono: +39 0541 751707

Casina del Bosco

Casina del Bosco a Rimini, bottega storica

Casina del Bosco

“La Casina del Bosco, uno dei più eleganti e suggestivi locali della riviera”. Recitava così alla fine degli Anni Quaranta del secolo scorso la pubblicità, o meglio la reclame, del Dancing più famoso di Rimini, in via Beccadelli a Marina Centro, che sorgeva all’interno dello splendido giardino di Villa Adriatica. Era il Dopoguerra, c’era tanta voglia di ballare e scherzare, di stare insieme e ascoltare la musica italiana e i ritmi che iniziavano ad arrivare da Oltreoceano. Alla Casina del Bosco si ballava e si mangiava. Il cibo della tradizione riminese continua tutt’ora a contraddistinguere questo pubblico esercizio, rinomato per il “mangiare di Romagna”, ovvero la piadina. Oggi la Casina del Bosco entra di diritto nell’Albo delle Botteghe Storiche del Comune di Rimini e, con la consegna della targa multimediale ai titolari Barbara Casali insieme al marito Aris Guidi che la guidano dal 1999 insieme alla mamma Adele, i figli e i tanti collaboratori, diventa tappa degli itinerari del progetto multimediale di valorizzazione delle imprese storiche del territorio ideato da Confcommercio della provincia di Rimini.

La Casina del Bosco deve il suo nome dal verso di una canzone resa celebre da Alberto Rabagliati: “Vieni, c’è una casa nel bosco…”. Tanti i cantanti e le orchestre che deliziavano tutte le serate, sempre applauditissimi e indimenticabili le serate a tema: la Nuit d’été, con distribuzione di cestini di fiori alle signore, il Galà dei villeggianti” dove venivano premiati gli abiti da sera più eleganti, la Festa del sorriso con l’elezione della Bella di Rimini e della Bella dell’Adriatico, il Veglionissimo Biancorosso con la squadra di calcio della città, ma soprattutto il Veglione Goliardico di fine agosto, che vedeva la presenza degli universitari riminesi, con in testa Sergio Zavoli e Amedeo Montemaggi. Ancora oggi nel locale è possibile ammirare l’esposizione di vecchie attrezzature non più in uso, così come non mancano le fotografie che ritraggono la struttura, i proprietari e i tanti ospiti passati nel corso del tempo. Il locale è stato menzionato nelle più note riviste nazionali e internazionali, dalla tedesca Build al newyorkese Herald Tribune e poi Gente, Donna Moderna, Dove e tutte le riviste patinate italiane.

Telefono: +39 0541 56295

Osteria Le Logge

Bottega Storica Osteria Le Logge

Osteria Le Logge

L’Osteria Le Logge di Marina Centro, a due passi dal mare, mantiene intatte molte delle caratteristiche tipiche delle vecchie osterie. Il locale vanta una lunga storia, essendo operativo da più di 50 anni ed è passato attraverso diverse conduzioni nel corso del tempo. La famiglia Giacomozzi, da anni nel settore della ristorazione, è l’attuale proprietaria e ha preso in gestione il locale nell’aprile del 1998.

Papà Mario, mamma Maria e i figli Carlo e Sandra lo hanno trasformato in osteria e pizzeria. Ancora oggi nel locale sono custoditi tanti cimeli del tempo, che si possono ammirare sui muri, come formelle in rame, ramine, antichi utensili in alluminio, vecchi contenitori per il latte, ceste, orci, il famoso ferro per i passatelli, la bilancia Berkel… Tra essi spicca una macchina del caffè del 1964 che, nonostante i 60 anni compiuti, è ancora perfettamente funzionante.

Le Logge offre un ambiente caldo e informale per trascorrere piacevoli serate con buon cibo: la cucina unisce tradizione romagnola, esperienza e raffinatezza. Ma la vera anima del posto è Maria, la ex titolare, che è ancora ai fornelli mantiene viva la tradizione culinaria. Custode del tempo, delle tradizioni e testimone della storia, l’Osteria Le Logge di viale Trieste 5 è da decenni un punto di riferimento per chi cerca una cucina genuina e una buona pizza in un ambiente accogliente che richiama le tradizioni locali.

Telefono: +39 0541 55978

Da Biagio

Evidenza bottega storica da Biagio Rimini

Da Biagio

Era il 1968 quando nonno Domenico e nonna Bertina aprirono la Trattoria Romagnola dove oggi si trova l’Osteria Pizzeria da Biagio. Erano già ristoratori in un locale a poche decine di metri da quell’angolo del Borgo San Giovanni che all’epoca era occupato da un semplice deposito, in cui loro videro la realizzazione del proprio sogno imprenditoriale e l’inizio di una storia in cui ristorazione, passione e affetti familiari si sarebbero fusi per decenni.

Dopo fu la volta di Gianfranco che insieme a Paola portarono avanti il ristorante che nel 1993 assume l’attuale denominazione con la gestione dei figli Enrico e Maurizio Biagetti. Con la stessa passione e la stessa cura dei genitori e dei nonni, i fratelli Enrico e Maurizio propongono una cucina che definiscono della vecchia tradizione della nonna, con quelle ricette, quei gesti e quelle conoscenze tramandati nei decenni, tuttavia attualizzate e valorizzate per essere al passo con i tempi e con i gusti che cambiano. Pasta fatta a mano, impasti per le pizze con farine macinate a pietra, farro e curcuma, integrale o ai 10 cereali, taglieri e carni di qualità, fino ai dolci, anch’essi rigorosamente fatti in casa. Un sapiente mix culinario che fonde tradizione ed innovazione, accompagnato da un’ampia selezione di birre, tra cui spiccano anche proposte artigianali, del territorio e senza glutine.

Proprio sul “gluten free” i fratelli Biagetti furono tra i primi ad applicarsi con tanta ricerca, riuscendo con successo a proporre ottimi piatti della tradizione romagnola anche senza glutine. Un’attenzione nei confronti della clientela che fa dell’Osteria Pizzeria da Biagio un vero e proprio punto di riferimento della cucina senza glutine, per la qualità delle proposte culinarie e il rispetto dei massimi standard di sicurezza, certificato dall’Associazione Italiana Celiachia – AIC – che già dall’autunno del 2010 annovera l’Osteria nella propria guida dell’Alimentazione Fuori Casa.

Nella ristrutturazione dell’attività sono stati lasciati degli elementi del passato proprio per dare valore all’identità del locale e alla tradizione. Ecco quindi il mantenimento dei mattoni a vista, degli attrezzi da cucina originali appesi alla parete, il passino, il mestolo e poi la carrellata dei detti romagnoli.

E’ una storia di famiglia, quella dell’Osteria, che prosegue ancora oggi con le nuove leve già ad aiutare in sala ed in cucina. Ed è proprio il clima familiare uno dei fattori di successo. I clienti si sentono come a casa, spesso passano solo per un saluto o una breve chiacchierata, anche i collaboratori fanno ormai parte di questa grande famiglia allargata.

Telefono: +39 0541 782403

Ristorante L’Ancora

Ristorante L’Ancora

L’Ancora è una vera trattoria di una volta, posizionata sulla riva sinistra del porto di Rimini. Un luogo immerso nella storia della marineria riminese, accanto agli storici cantieri navali e alle decine di pescatori che ancora oggi prendono il mare e riportano ogni giorno il pesce fresco dell’Adriatico che si può gustare, freschissimo, in questo ristorante.

Il Bar Ristorante L’Ancora ancora oggi offre ai commensali un ambiente semplice, dall’anima casalinga, quella che si porta in dote dal lontano 1920, anno in cui venne costruito dalla famiglia Ronci, che l’ha gestito fino agli anni Sessanta.

I piatti tipici della tradizione marinara romagnola sono arrivati fino a noi grazie alla famiglia Urbinati: il signor Luigi e la moglie Severina lo hanno preso in affitto nel 1979 dal signor Sauro Morani, acquistandolo poi nel 1999. Ora è la figlia Augusta a portare avanti la passione del signor Luigi e della signora Severina Urbinati per la buona cucina tradizionale di qualità e l’ospitalità tipica riminese.

Questa trattoria, la cui insegna risale agli anni Settanta e porta la scritta “Bar Ristorante L’Ancora”, ha sempre fatto cucina di pesce. Tipici anche gli arredi, conservati nel tempo, come l’entrata e le vetrate. Sia i tavoli, sia una credenza ancora utilizzati, risalgono agli anni Cinquanta, così come il bancone del bar, mentre il pavimento di palladiana arriva dal periodo della Seconda Guerra Mondiale. Nel locale sono esposte le vecchie foto degli anni Settanta-Ottanta, capaci di togliere agli avventori tante curiosità sull’inizio dell’attività della famiglia Urbinati e sulle abitudini di vita di quegli anni. Tra i cimeli da vedere assolutamente, una bilancia del 1954 e un registratore di cassa degli anni Sessanta.

In anni più recenti, L’Ancora è stata protagonista di una scena del famoso film cult degli Anni Novanta, “Abbronzatissimi”, mentre nel 2017 la sua storia ha avuto spazio in un bell’articolo de “Il Resto del Carlino”.

Telefono: +39 0541 28945

Ristorante da Rinaldi

Da Rinaldi Rimini

Ristorante Da Rinaldi

Il Ristorante Da Rinaldi ha aperto le sue porte a San Paolo, sulle prime colline riminesi, nell’ormai lontano 1958 e ancora oggi porta avanti la gestione familiare che lo ha reso famoso assieme ai piatti tipici della tradizione romagnola che propone.

È passato tanto tempo da quando nonno Cesare ha aperto quella che era la sua piccola bottega di campagna: alimentari, tabacchi, latte e prodotti dii allevatori e contadini locali. Da Cesare si trovava di tutto e soprattutto già si respirava quell’aria di famiglia unita che ancora oggi contraddistingue il ristorante Da Rinaldi. Insieme a lui c’erano le figlie Carla e Guerrina e il figlio Marcello, che oggi porta avanti con la moglie Paola e i quattro figli Roberto, Andrea, Cristina e Lorenzo un ristorante tradizionale, ma sempre aperto a nuove idee, progetti e iniziative. Insomma, “Da Rinaldi” è tutto ciò che l’imprenditoria del territorio sa coniugare: buona tavola, splendida location, passione familiare e nuovi confini da valicare ogni giorno.

Il Ristorante Da Rinaldi, come è adesso, è frutto del grande impegno di tutti, ma in realtà è nato un po’ per caso. Un giorno alla bottega di nonno Cesare si sono presentati quattro forestieri, come a Rimini viene chiamato chi viene “da fuori città” e gli hanno chiesto se si poteva mangiare qualcosa. Così il nonno ha chiesto alle sue figlie Carla e Guerrina di mettere sul testo di ghisa quattro piade e di riempirle dei prodotti locali. I signori sono stati talmente entusiasti che Cesare ha deciso già dal giorno dopo di mettere fuori dall’uscio tavoli e sedie. Adesso come allora la famiglia Rinaldi lavora insieme con l’obiettivo di fare stare bene a tavola le persone, vivendo di questa costante gratificazione.

Ora il Ristorante Da Rinaldi ha ben 4 sale interne e un salone, allestiti nel segno della tradizione per far rivivere agli ospiti l’atmosfera della campagna riminese di una volta, mentre all’esterno può contare di grandi spazi aperti, una piscina, la vigna, l’orto, la stalla. Tante anche le specialità autoprodotte: marmellate, miele, vino, olio e le verdure “a metro zero” direttamente dal proprio orto. La specialità è il galletto che proviene dall’allevamento biologici al 100%: un’attività questa iniziata insieme all’attività di bottega.

Telefono: +39 0541 767032

Ristorante Da Roberto

Ristorante da Roberto rimini

Da Roberto

Era il 1963 quando in viale Regina Elena 181 aprì le sue porte il primo pubblico esercizio. Erano gli anni del boom economico e della Dolce vita e il turismo riminese si espandeva diventando meta delle star dell’epoca, oltre che di milioni di visitatori. La domanda di buona cucina romagnola era altissima così, dopo soli tre anni, la pasticceria caffetteria di viale Regina Elena avviata da Enzo Bianchi divenne anche tavola calda. Nel 1972 poi, con la gestione di Andrea Arceci diventò a tutti gli effetti un ristorante con l’insegna “Mario’s”. Questo tipico ristorante della zona mare riminese cambiò nome altre due volte in tempi più recenti: dal 2006 al 2008 si chiamò James Brown, poi proprio da quell’anno divenne “Da Roberto”, dal nome del proprietario Roberto Baldrati, insegna che porta tutt’ora anche con l’attuale gestore Stefano Gessaroli insieme alla moglie Bruna. Il motto del locale è: “Mare Terra e Tradizione” e per rimanere a passo con i tempi, sta trasformando la classica cucina in una cucina più ricercata con vecchie ricette rivisitate in chiave più contemporanea. Un grande occhio di riguardo va ai prodotti locali, dalle carni alle farine, fino al pescato dell’Adriatico, seguendo la stagionalità, con l’obiettivo di essere una vetrina per i prodotti del nostro territorio e dell’entroterra. Il locale è associato al consorzio “Strada dei vini e dei sapori dei colli di Rimini” e ha ampliato la propria cantina di vini.

Per quanto riguarda gli arredi, “Da Roberto” conserva il tradizionale pavimento di marmo con la palladiana che caratterizzava gli ambienti negli anni Sessanta. Gli arredi e le insegne sono cambiati nel tempo, ma anche le vetrate della cucina risalgono all’epoca d’oro della Rimini balneare.

Il tipico ristorante di pesce “Da Roberto” attorno agli Anni 2000 ha avuto un picco di notorietà. Negli anni in cui il turismo dei Paesi dell’Est Europa faceva da padrone sulla nostra Riviera, “Da Roberto” è infatti comparso diverse volte in articoli di riviste turistiche russe e sulla tv ucraina. Una notorietà che è arrivata fino ad anni molto più recenti, con la citazione in numerosi programmi tv di presentazione delle mete turistiche italiane andati in onda sulle tv tedesche e svizzere.

Tra i clienti abituali Beppe Grillo, spesso accompagnato dal cantante Biagio Antonacci, e Mario Biondi. Hanno frequentato il ristorante anche diversi famosi attori e cantanti russi e ucraini, tanto da costringere i proprietari a transennare il locale per “difenderli” dai fans.

Telefono: +39 0541 381468

Gelateria Nuovo Fiore

Gelateria Nuovo Fiore

Gelateria Nuovo Fiore

Tutto inizia nel 1957 quando il primogenito dei fratelli Laghi, Italo, insieme alla moglie Ines, fondano a Milano Marittima la gelateria Nuovo Fiore. Italo Laghi è stato un autentico pioniere della “Dolce vita” romagnola, fondando alla fine degli anni Cinquanta la discoteca Pineta che diventerà la più famosa della Riviera romagnola. Visto il successo riscontrato a Milano Marittima Italo, insieme al fratello Oliviero, nel 1960 apre il Nuovo Fiore a Riccione.

Nel 1962 il Cavalier Oliviero Laghi lascia la gestione del Nuovo Fiore di Riccione al padre Attilio e al fratello Adriano mentre, insieme alla moglie Anna, apre un altro Nuovo Fiore a Miramare di Rimini e poi, nel 1964, proprio a Rimini nei locali di viale Regina Elena dove è tutt’ora aperta.

Nel frattempo le due sorelle del Cavalier Oliviero, Giulia e Augusta Laghi, aprono altri punti vendita a Cattolica e a Rimini.

Ora la gelateria Nuovo Fiore di viale Regina Elena, angolo via Pascoli a Rimini è gestita da Gioia Laghi, figlia del Cavalier Oliviero, insieme ai figli Giacomo, Michael, Selvaggia e al marito Pasquale Traini. Nome notissimo in città, quello di Traini, calciatore professionista che ha vestito anche la maglia biancorossa del Rimini Calcio in Serie B nei primi anni Ottanta.

Il segreto del successo della gelateria Nuovo Fiore è la produzione artigianale giornaliera, senza aggiunta di coloranti e conservanti, scegliendo sempre ingredienti di ottima qualità che, uniti alla frutta fresca di stagione, danno vita ad un gelato genuino e naturale.

Il Nuovo Fiore è diventato un autentico brand e punto di riferimento per la gelateria di qualità del territorio, da sempre meta abituale di turisti e residenti che hanno trascorso e trascorrono tutt’ora momenti di tranquillo relax a due passi dal mare.

Telefono: +39 0541 381553

Pizzeria La Zucca

La Zucca Rimini ristorante Pizzeria e Tavola Calda

Pizzeria La Zucca

Il Ristorante Pizzeria La Zucca si trova sulla passeggiata turistica di Miramare di Rimini e basta un primo colpo d’occhio al locale per ritornare indietro nel boom del turismo riminese a cavallo degli Anni Sessanta e Settanta. Si tratta della tipica tavola calda di quel periodo, quando i ristoranti erano totalmente aperti sulla strada per invogliare e richiamare i turisti a sedersi a cena mentre passeggiavano a due passi dal mare.

Il Ristorante pizzeria La Zucca ha aperto le sue porte nel 1970 come tavola calda, grazie all’intuizione dei fratelli Cesare e Graziano Benedettini che in quegli anni acquistarono una vecchia villetta per costruirci il locale commerciale. L’attività è nata a scopo turistico, ma negli anni ha attirato sempre di più anche i cittadini riminesi grazie alla qualità dei cibi proposti e, pur rimanendo un’attività stagionale, viene frequentata anche nei periodi di bassa stagione.

La signora Agostina ha rilevato il locale nel 1981 e ancora la gestisce insieme al marito e al figlio. Ora si possono gustare le pizze che lo rendono famoso, ma anche piadine tipiche riminesi e piatti a base di carne e di pesce. Sul confine del locale, lato marciapiede, è ancora possibile vedere le antiche ringhiere e il cancelletto in ferro battuto che appartenevano all’originale villino per le vacanze.

Risale al 1970 anche l’insegna originale, “Bar Pizzeria La Zucca Tavola calda”, così come sono originali dell’epoca l’insegna luminosa del Caffè Giovannini (famosa torrefazione riminese), il bancone del bar e la scaffalatura ad esso retrostante, costruita dall’azienda allora molto in voga, quella dei F.lli Rossi di Pesaro, risalente agli Anni Sessanta. Dietro al mobile della cassa è ancora presente una parete rivestita in pietra fatta all’epoca dell’apertura, in cui sono appesi diversi attrezzi antichi, tutti da vedere: la bilancia per pesare il sale, la bilancia in ottone per pesare le vongole (dette “poveracce” nel gergo riminese) e alcuni paioli di rame.

Anche sedendosi ai tavoli si può fare un salto indietro nel tempo: alcuni sono pezzi rari risalenti alla fine dell’Ottocento, altri risalgono agli anni Sessanta.

Telefono: +39 0541 375388